INTRODUZIONE ALLA MUSICOTERAPIA

Nel corso della storia l’essere umano è da sempre vissuto a contatto con la musica. La storia riporta molti esempi di questa sintonia nel vissuto quotidiano della persona in relazione con il musicale per accompagnare ed alleggerire le fatiche del lavoro, durante lo svolgimento dei riti religiosi, nel divertimento, nella comunicazione. Conosciamo poi anche esempi che parlano di musica nel trattamento della malattia, anche se, è da precisare, che la comparsa della Musicoterapia come professione è avvenuta solo nella seconda metà dell’ultimo secolo.
Dobbiamo essere sinceri nel dire che non è semplice dare una definizione a parole ad una disciplina che si muove nell’ambito del non verbale, delle emozioni, delle relazioni che si sviluppano durante il percorso di Musicoterapia, ma propongo un estratto della definizione data dalla Commissione Pratica Clinica della Federazione mondiale di Musicoterapia che definisce in questi termini tale disciplina: “La Musicoterapia è l’uso della musica e dei suoi elementi (suono,ritmo,melodia,armonia) per opera di un musicoterapista/peuta qualificato in un rapporto individuale o di gruppo, all’interno di un processo definito per facilitare e promuovere la comunicazione, le relazioni, l’apprendimento, la mobilizzazione, l’espressione, l’organizzazione ed altri obiettivi terapeutici degni di rilievo, nella prospettiva di assolvere i bisogni fisici, emotivi, mentali, sociali e cognitivi”.
E’ doveroso specificare che la musicoterapia non ha di per se controindicazioni infatti solo in particolari casi ad esempio pazienti epilettici o in stato di coma, sarà opportuno adottare, in accordo con le altre figure professionali di riferimento per la persona, particolari precauzioni, rinunciando magari a circoscritte forme e tecniche d’intervento.
Importante è poi sancire una distinzione tra educazione e terapia.
Infatti la società moderna basata prevalentemente sull’apparire anziché sull’essere, in cui i ritmi della vita quotidiana si sono accelerati sia per grandi che piccini, ha fatto si che fossero in aumento anche delle forme di malessere nella persona. Tutto ciò si evince già a partire dalla scuola in cui i piccoli, non immuni a tali mutamenti, sono in numero sempre maggiore coinvolti in episodi di irrequietezza, aggressività, diminuzione dei tempi di attenzione e di concentrazione nonché demotivazione. Da non sottovalutare è poi l’aspettativa che talvolta i genitori riversano sui figli, l’aumento della pressione cognitiva sull’allievo e a casa la mancanza di tempo libero da gestire in autonomia ed in maniera creativa.
Come può quindi la Musicoterapia integrarsi in ambito scolastico, affiancando sia bimbi normodotati che allievi portatori di difficoltà psicofisiche?
Di certo il ruolo dell’insegnante, ovvero colui che facilita i processi di apprendimento, deve essere mantenuto ben distinto dalla figura del Musicoterapista, il cui ruolo è essenzialmente quello di migliorare al singolo o al gruppo la capacità di comunicazione, relazione con l’altro da se, agevolando l’allievo alla costruzione di una positiva immagine di se stesso anche attraverso la liberazione di potenzialità creative ed espressive.

MUSICOTERAPIA ATTIVA E RECETTIVA

La musicoterapia può essere di tipo attivo o recettivo. Nel primo caso (Musicoterapia attiva) l’approccio è indicato per bambini in età evolutiva o persone prive di adeguate capacità simboliche o di verbalizzazione, che si contraddistinguono per la disposizione al fare e all’agire attraverso il corpo, che prevale sulla facoltà di simbolizzazione attraverso la mente. Il tutto per una miglior integrazione emotiva e sociale della persona stessa.
L’approccio recettivo è invece prediletto in coloro che detengono maggiori capacità di simbolizzazione e verbalizzazione e prediligono l’ascolto ad un coinvolgimento attivo, il tutto in una dimensione di certo rilassante, gratificante e regressogena.

SETTING E STRUMENTARIO

Il Setting in Musicoterapia altro non è che una base affidabile in cui la persona possa far emergere le proprie problematiche così da poterle poi assieme rielaborare. Ecco perché il luogo in cui si decide di svolgere un incontro di Musicoterapia è di solito riservato e protetto sia dal punto di vista acustico che architettonico, ma è anche stabile (ovvero si mantiene lo stesso locale nel corso del tempo) e per questo riconoscibile dal soggetto. Deve esservi una facilità di accesso ed altrettanto facile raggiungimento dei servizi così da agevolare ogni tipologia di difficoltà. Un locale non troppo ampio per evitare dispersione e non troppo angusto da impedire libertà di movimento ed espressione.
Inoltre è indispensabile la presenza di uno strumentario che includa una certa varietà di strumenti appartenenti alle seguenti famiglie: idiofoni, membranofoni, cordofoni e aerofoni. Essi debbono essere di facile utilizzo e solidi proprio per ridurre ansie in merito all’incolumità degli stessi. Nella stanza è poi essenziale la presenza di uno stereo per l’ascolto di materiali preregistrati e se si desidera una apparecchiatura per la registrazione video degli incontri.

ATTEGGIAMENTO DEL MUSICOTERAPISTA

Tutti gli incontri debbono essere caratterizzati da un atteggiamento di accoglimento, una disponibilità all’ascolto tale da generare un clima di fiducia in un soggetto che in tale contesto deve potersi sentire ascoltato, compreso e supportato nelle sue difficoltà. Inoltre il terapista terrà in debita considerazione tutte le espressioni verbali e non verbali della persona, senza esprimere giudizi sulle sue produzioni musicali, senza correggere bensì ricercando connotati positivi nel suo fare e nel suo agire.
Altro fondamentale punto è la costanza dei luoghi, del musicoterapista che si occupa della persona e degli orari della seduta, così da attivare un “ritmo delle sedute” che alimenta nel bimbo o nella persona il desiderio durante l’attesa dell’incontro successivo.

SVOLGIMENTO DELLE SEDUTE

Le sedute vengono solitamente organizzate in cicli di 12 incontri al termine dei quali è opportuno effettuare un bilancio tra terapista e utenti per valutare i risultati del lavoro svolto e definire eventualmente ulteriori obiettivi o riconfermare i precedenti per il successivo ciclo.
Le sedute possono svolgersi in un contesto individuale o di gruppo a seconda delle esigenze della persona in esame. Sarà il terapista a valutare se opportuno inserirlo nell’ambito di un gruppo o se preferibile instaurare un rapporto duale.
Prima dell’inizio del percorso in se è poi auspicabile un colloquio preliminare di valutazione con la famiglia del soggetto, valutando la situazione e le aspettative riguardo la persona da trattare.
Vi sono poi i cosiddetti incontri preliminari di valutazione,variabili da 1 a 4, per valutare la pertinenza di tale trattamento sulla persona coinvolta.
Avrà poi inizio il primo ciclo di incontri, ognuno della durata di 45 minuti/ 1 ora a seconda della permanenza e disponibilità della persona, solitamente a cadenza settimanale.
L’incontro infine si suddividerà in tre momenti ( nel caso di una terapia di tipo attivo)
1. Accoglimento o contatto con il precedente incontro;
2. Libera improvvisazione (anticipata in alcuni casi da una consegna);
3. Conclusione dell’incontro e rielaborazione dei vissuti emersi nello stesso.

OBIETTIVI

Il percorso di Musicoterapia è costruito “su misura” per ogni singola persona, partendo dalle sue potenzialità e seguendone i progressi, progressi che debbono essere alla fine del percorso “esportabili” anche al di fuori della stanza di Musicoterapia e duraturi nel tempo.
Tutto ciò è più semplice quando attorno al soggetto si riesce a costituire una vera e propria equipe di figure professionali di cui il Musicoterapista è parte con lo scopo di perseguire, ciascuno attraverso il proprio contributo, obiettivi comuni.

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