La relazione musicoterapica è quella che forse meno si impara dai libri o dai seminari teorici. Le persone che incontriamo sono spesso sottomesse ai loro affetti, emozioni e sensazioni che sovente non riescono ad esprimere a parole. In questi casi il compito del musicoterapista è quello di affrontare tali affetti, offrendo alla persona la possibilità di esprimere i propri stati emotivi su cui poi potrà essere effettuato un controllo ed una opportuna regolazione. In questo processo da parte del terapista è essenziale la fiducia nel fattore tempo ed altrettanto importante è l’individuazione di uno spazio ludico-simbolico in cui svolgere le sedute, che permetta una libertà di espressione personale ma nel contempo offra un’opportunità ad incontrare l’altro da sé.
Un tale percorso deve iniziare e proseguire in un clima d’incoraggiamento e motivazione del soggetto, tali presupposti saranno infatti base fondante per l’attuazione della nostra disciplina terapeutica. Così facendo potrà essere intrapreso un progetto in cui vi sia da parte del terapista l’accettazione incondizionata dell’altro, con le sue risorse ed i suoi limiti e nel contempo potrà essere attivata e/o consolidata la fiducia che la persona riversa nei confronti della terapia e nei riguardi di chi la svolge. Il tutto deve avvenire ovviamente in un ambito in cui il benessere sia la chiave del processo di acquisizione di competenze cognitive e sociali che ci proponiamo per il caso a noi sottoposto.Compito del terapista è di certo quello di far perno e confidare inizialmente in quelle che sono le reali possibilità che il soggetto manifesta in origine, non aspirando ad una cosiddetta “normalità” ma ponendosi come obiettivo il raggiungimento dei migliori risultati possibili per la condizione in cui la persona si trova.

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