Nei miei incontri di Musicoterapia con bambini in età evolutiva, uno dei temi maggiormente trattati è l’espressione, il controllo e l’elaborazione delle emozioni.

E, dalla mia pratica clinica, sto constatando che quando i bambini sospendono momentaneamente il percorso di terapia per vacanze di Natale o estive non di rado i genitori mi comunicano una parziale “regressione” del bambino in merito ai progressi fatti in precedenza.

Eppure…mi dicono… “noi non abbiamo cambiato nulla in famiglia in quanto ad abitudini, orari, rimproveri, ma il bimbo è più oppositivo/iperattivo/ e di difficile gestione. L’unica cosa che abbiamo sospeso è la Musicoterapia”.

 

Queste frequenti esperienze mi hanno fatto pensare a quanto sia importante per i bambini quel “contenitore emotivo” dato dalla nostra stanza di terapia in cui andiamo ad esprimere, contenere ed elaborare i vissuti di questi piccoli, migliorando la comprensione di se e modulando le relazioni interpersonali.

Infatti è salutare per la nostra mente ed il nostro corpo gestire in maniera appropriata le nostre emozioni e questo vale sia per adulti che bambini con o senza bisogni speciali.

Se infatti tendiamo a reprimere, anziché esprimere, una nostra emozione questa resterà non domata e tenderà a ripetersi costantemente ogni volta che incontreremo una situazione simile.

Talvolta infatti un momento di distrazione guardando un film che amiamo, leggendo un libro, facendo un bagno caldo, uno spuntino, un momento di sonno ristoratore possono tendere a distenderci ma difficilmente saranno in grado di processare uno stato emotivo.

Tuttavia, anche sfogarsi con i propri cari, “vuotando il sacco” dei propri malesseri, senza giungere ad una soluzione, non farà altro che svuotare energeticamente il nostro interlocutore ed amplificare la risonanza del nostro problema.

Ecco perché voglio suggerirvi alcuni passaggi utili all’espressione ed elaborazione emotiva che ho tratto, in parte, dal lesto di Lise Bourbeau “Ascolta il tuo corpo – Il tuo migliore amico sulla terra”.

 

Fase 1: IDENTIFICA LE TUE EMOZIONI NOMINANDOLE

Come cerco di trasmettere ai bambini, saper dare un nome all’emozione che circola nel nostro “mondo interno” è il primo passo per “averla tra le mani” ed iniziare a gestirla. Quindi è importante capire se si tratta di TRISTEZZA, di PAURA, di RABBIA, FELICITA’ O TENEREZZA.

 

 

Fase 2: ESPRIMI LE TUE EMOZIONI

Lo puoi fare nel QUOTIDIANO attraverso il dialogo costruttivo con una persona cara con lo scopo di ricercare una soluzione che miri a modulare questo stato, a nulla serve infatti una lamentela continua che non porta a nulla. Nella TERAPIA con i bambini, invece, l’espressione emotiva è mediata dalla produzione musicale, dal movimento, dal disegno o dal gioco simbolico, strategie che permettono al Musicoterapista di conoscere alcuni vissuti del bimbo in esame.

Importante è identificare poi la situazione o le situazioni in cui questo stato emotivo si è presentato e prevedere poi le possibili occasioni che potrebbero nuovamente far risonare questa emozione.

 

Fase 3: TROVARE STRATEGIE DI GESTIONE

Conoscere le situazioni che mettono a dura prova la nostra sensibilità è il primo passo per riuscire a progettare una miglior risposta a tali eventi. Ci sono bimbi che per esempio vivono negativamente la competizione o le critiche dopo un errore negli sport praticati, altri che non riescono ad accettare piccoli insuccessi scolastici, nei casi più delicati ad essere alterata è la relazione con i genitori o in modo particolare con la figura materna. Ecco che attivare strategie di gestione, in cui i soggetti siano portati ad esprimere reciprocamente le proprie sensazioni, può favorire la comprensione dell’altro, l’individuazione di strategie utili alla risoluzione dei problemi  e attivare nuove modalità di risposta ad eventi particolari risanando relazioni difficili grazie all’attivazione della RICONCILIAZIONE.

 

 

 

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