Molto spesso negli incontri con i bambini affronto il tema dell’autostima, poiché non di rado i piccoli tendono a confondere autostima con autoefficacia, identificandosi con i risultati scolastici, i giudizi degli insegnanti o della famiglia.
Se i docenti, da un lato, è giusto facciano comprendere che una insufficienza in matematica è solo relativa allo svolgimento non corretto degli esercizi della prova e non ha nulla a che vedere con il valore della persona in quanto tale, dall’altro va incoraggiato il bambino fornendogli la “giusta ottica” con cui interpretare ed affrontare l’errore che, se ben elaborato, è un passaggio verso la crescita ed il miglioramento di sè.
Se infatti il neonato vive il concetto dell’autostima in maniera irrazionale e la associa all’atteggiamento di accudimento, di affetto e di base sicura garantita dai famigliari, già dai 2 anni inizia a confondersi proprio con il tema dell’autoefficacia (capacità motorie, di manipolazione degli oggetti ecc.).
Sarà verso i 4/5 anni che il bambino accederà a pensieri più articolati, paragonando le proprie capacità a quelle dei compagni, testando i propri limiti e iniziando a notare le differenze tra l’immagine ideale e reale di sè stesso.
La coppia genitoriale diventerà allora supporto al corretto sviluppo di una solida immagine di sè, attraverso coerenza di intenti ed evitando un dualismo tra un genitore ipercritico ed uno iperprotettivo che destabilizzerebbe il corretto sviluppo del bambino.
Sarà quindi utile non solo dare al bambino AMORE INCONDIZIONATO, indipendente dai successi, capacità e rendimento, che farà sentire il bambino supportato e amato poiché vale in quanto persona.
Sarà utile fornire ASCOLTO, rispondendo ai mille perché, quesiti e dubbi che il bimbo incontra nel suo percorso di crescita, dedicando tempo a momenti di dialogo assieme.
Far comprendere come l’ERRORE sia utile al rafforzamento della propria persona, poiché superare ostacoli ci dona maggiore fiducia in noi stessi e nelle nostre capacita di problem solving.
ELOGIARE I SUCCESSI, l’impegno, la costanza e la dedizione di un bambino indipendentemente dall’esito della prova in questione scolastica, sportiva, musicale ecc.
EVITARE I CONFRONTI con coetanei perchè ognuno di noi è un essere unico, con qualità, doni, competenze, fragilità e punti di forza che costituiscono la nostra essenza e rendono speciale ognuno di noi.
CREDERE E SUPPORTARE il bambino, nelle sue piccole e grandi scelte, facendo capire che noi adulti siamo in grado di lasciarlo andare alla scoperta di se e del mondo ma possiamo comunque accoglierlo con l’ascolto ogni qualvolta ne senta la necessita nel corso dello sviluppo.