Rivolgere l’attenzione al proprio respiro è fondamentale per immergersi pienamente nel momento presente, nel qui ed ora.
Il presente infatti è l’unico “tempo” su cui abbiamo pieno potere.
Ascoltare il respiro vi farà capire lo stato del vostro “mondo interno”, potreste scoprire di essere frequentemente in apnea, il che è indice di tensione ed ansia, oppure potreste notare di avere un respiro accelerato in caso di agitazione e rabbia o per contrario un respiro fluido, lento e profondo in momenti di calma e relax.
Porre l’attenzione sul proprio respiro e sulla sua frequenza consente di accedere ad una fermezza di pensiero ed acquisire una migliore vitalità.
Gli stati emozionali infatti modificano la frequenza del respiro ma viceversa se noi poniamo l’attenzione al respiro possiamo modificare il nostro stato emotivo volgendolo alla calma.
Nessuno ci insegna a respirare, la vita ha inizio con la prima inspirazione nel momento in cui si recide il cordone ombelicale.
La potenzialità respiratoria è utilizzata per un 25/30% dalla maggior parte degli individui ed una rieducazione in tal senso può essere più che vantaggiosa per accrescere il benessere fisico e psichico.
Invitare i nostri bimbi a porre, sin da piccini, attenzione al proprio modo di respirare nelle diverse situazione potrebbe essere un buon metodo per iniziare a renderli consapevoli delle proprie emozioni e della loro elaborazione.
Durante le sedute di Musicoterapia diversi genitori (anche di bimbi senza diagnosi particolari) mi pongono spesso i medesimi problemi: “Il mio bimbo non riesce a gestire la sua impulsività e finisce per compiere gesti inappropriati verso i compagni durante un litigio anche banale”; “Mio figlio non riesce mai a prendere sonno e richiede la nostra presenza accanto a lui pur essendo ormai grandicello”; “Il bambino va in ansia quando deve preparare un’ interrogazione o nel momento in cui svolge un compito in classe e non ottiene un buon risultato” ecc.
Per aiutare, attraverso la mia disciplina questi bimbi e le loro famiglie, ho capito che era necessario approfondire insieme e poi fornire loro un metodo pratico che possano applicare in autonomia nelle diverse situazioni.
Questo metodo è l’Attenzione al respiro.
Si insegnerà dunque al piccolo a spostare l’attenzione dalla testa (luogo in cui i pensieri si susseguono) alla pancia (luogo in cui rifugiarsi per ritrovare la calma).
Si inviterà a posizionarsi comodamente, seduto o disteso, con le mani all’altezza del diaframma provando ad inspirare gonfiando “la pancia come un palloncino” ed espirare, facendo uscire l’aria lentamente.
L’esercizio dovrà essere ripetuto per alcuni minuti.
Questo oltre a rilassare il bambino, portandolo nel qui ed ora, aumenterà anche il livello di attenzione e concentrazione, aspetto fondamentale anche con bimbi aventi Deficit attentivi, Iperattività o Disturbi oppostivi.
Rivolgere l’attenzione al respiro e quindi al proprio “mondo interno” è opportuno in situazioni che possono generare ansia (nella sala d’attesa prima di una visita che il bimbo teme, prima di un’interrogazione o un compito in classe, prima di addormentarsi contribuendo al rilassamento del corpo, durante momenti di rabbia da parte del bambino, il che lo indurrà a prendere tempo evitando gesti impulsivi)
Il tutto può essere condiviso con mamma e papà che, non solo saranno d’esempio ma beneficeranno altresì da tale esercizio regalandosi un momento di “pausa” dalla frenesia quotidiana.
Approfondimenti:
Canale Youtube Lorena Guerra-Musicoterapia:
Piccola meditazione per bambini
Respirazione in Musicoterapia