Per Friedrich Schiller era una “Gotterfunken” ovvero una “scintilla divina”, espressione che si ritrova poi nel celebre Inno alla Gioia della Nona Sinfonia di Beethoven.
Ma quando proviamo gioia?
Di certo può essere per alcuni di noi motivo di gioia un successo personale, un traguardo raggiunto, così come un momento di umorismo condiviso, ma può destare in noi gioia anche l’osservare un tramonto con i suoi sorprendenti colori e sfumature o l’ammirazione/ ascolto di un’opera d’arte.
La gioia non è una emozione superficiale ma profonda in grado di trasformare l’intero nostro essere e questo avviene non a caso infatti durante un’attività sportiva (anche una camminata a passo veloce), durante la degustazione di un buon cibo, in una risata o nella contemplazione di un paesaggio o perché no anche nell’ammirazione di un’opera d’arte o l’ascolto musicale avviene nel nostro organismo un aumento di endorfine : un neurotrasmettitore chimico endogeno coinvolto nei meccanismi del dolore e alla base di sentimenti di gioia, ansia e piacere.
Tali neurotrasmettitori sono dotati di proprietà analgesiche e fisiologiche simili a quelle della morfina e dell’oppio, ma con portata più ampia.Non a caso una bella risata provoca una positiva cascata di reazioni corporee e a livello immunologico, in quanto momenti di felicità aumentano sostanze difensive come gli immunoglobuli e le cellule killer naturali a beneficio di un miglior stato fisico.
Vi è poi una gioia particolarmente speciale ovvero la gioia dell’attesa che ci porta a vivere nell’animo il desiderio e la speranza che qualcosa di bello e che desideriamo avvenga nel futuro.
Ecco che allora perseguire in qualunque forma di terapia,compresa la nostra Musicoterapia, la creazione di momenti di gioia e benessere è base primaria sia che ci si trovi a contatto con l’infanzia, con l’età adulta o con la senilità.
Infatti come diceva a riguardo A. Adler essa è “l’accompagnamento vitale della soluzione giusta dei problemi”.