Creare situazioni, liberamente, attraverso il gioco è un mezzo fondamentale che il terapista utilizza per meglio conoscere il mondo interno del bambino e che il piccolo sfrutta per meglio esprimersi quando, per questioni d’età, disordini emotivi o handicap psicofisici, risulti difficoltosa la verbalizzazione.
Nella stanza di musicoterapia un leggio potrebbe divenire una “cattedra” da cui il bimbo darà forma a quegli atteggiamenti,situazioni,parole o momenti che più lo hanno toccato in ambito scolastico…e questo è solo un esempio dei tanti.
Il terapista osservando tale gioco attribuirà ad esso una valenza mettendo in atto un eventuale elaborazione o contenimento emotivo.
Ma anche il piccolo, attraverso il processo creativo darà voce a se stesso alle sue emozioni che tradurrà in azioni vere e proprie.
Ecco che allora l’arte-terapia e nel nostro caso la Musicoterapia diventa strumento prezioso e talvolta l’unica via per consentire al nostro assistito una libera espressione di se in un contesto giocoso, accogliente e stimolante che garantisce un percorso di crescita armonica qualunque siano le difficoltà che la persona presenta in origine.